
Il volume, curato da Simonetta Di Sieno (mateinitaly) e Silvia Gambarini (Mathesis Bergamo), si propone di accompagnare l’insegnamento della matematica – tipico del terzo anno delle scuole superiori e incentrato in larga parte sulla geometria analitica – con un solido apparato di riferimenti storici. Le origini di tale disciplina, legate ai nomi di Cartesio e Fermat, risalgono al Seicento, il secolo della rivoluzione scientifica che, da Galileo, conduce fino alla nascita del calcolo infinitesimale con Newton e Leibniz.
Il percorso proposto nei saggi del volume prende avvio, quasi naturalmente, dalla figura di Galileo, per poi concentrarsi sulle vicende biografiche di Cartesio e Fermat, illustrandone l’attività scientifica e i primi risultati fondamentali della geometria analitica, sia nel piano che nello spazio. L’indagine si estende quindi ai modelli matematici sviluppati in ambito fisico, all’evoluzione del concetto di funzione, alla nascita della geometria proiettiva, e si conclude con un capitolo dedicato ai rapporti tra matematica e arte nel Seicento. A guidare l’intero percorso è la convinzione che il pensiero matematico non si sviluppi in modo isolato, ma prenda forma all’interno delle menti degli studiosi, immerse nella cultura e nella società del proprio tempo — un elemento essenziale per un insegnamento della matematica che sappia valorizzarne anche la dimensione storica e culturale.


